Come Risparmiare in Casa

Come Risparmiare sul Gas

In questa guida mettiamo a disposizione alcuni consigli su come risparmiare sul gas.

I consumi di gas per il riscaldamento rappresentano mediamente per le famiglie italiane una delle principali voci di spesa. Per questo, sarebbe opportuno fare il possibile per risparmiare. Tale spesa può ammontare a 2000 euro all’anno, anche se la cifra varia notevolmente da Nord a Sud. Si calcola, ad esempio, che una famiglia residente al Nord arriva a spendere fino a 6 volte in più per riscaldarsi di una che abita al Sud. La regione con i consumi di gas maggiore è l’Emilia Romagna con più di 1000 metri cubi pro capite all’anno. Sicilia e Calabria sono il fanalino di coda con appena 150 metri cubi di gas consumati nell’anno.

Nonostante si tratti di uno dei maggiori esborsi domestici, sono in pochi a sapere che si può cambiare fornitore del gas, così come avviene già per la luce, il telefono e l’Adsl. Il cambio del fornitore deve avvenire comparando le offerte. Si calcola che affidandosi al mercato libero, una famiglia numerosa potrebbe risparmiare fino a 160 euro all’anno, grazie alle tariffe più conveniente spesso esistenti, ma di cui si hanno scarse informazioni.

A partire dal 2009 è possibile usufruire in Italia del cosiddetto Bonus Sociale Gas, ossia di uno sconto praticato alle famiglie in condizioni socioeconomiche svantaggiate. Nel dettaglio, si deve esibire un ISEE per l’anno 2015 non superiore ai 7500 euro o di 20000 euro per le famiglie con più di tre figli a carico.

Lo sconto con il Bonus Sociale Gas, fissato dall’Autorità per l’Energia, è differenziato sulla base di determinate variabili. Per una famiglia composta fino a 4 componenti, per esempio, esso equivale a 33 euro l’anno per l’acqua calda sanitaria e/o ad uso cottura. Considerando anche il riscaldamento, esso è pari a 80 euro l’anno per le zone climatiche A/B, a 98 euro per la zona climatica C, 130 euro per la D, 162 euro per la E e 205 euro per la F.

Per le famiglie con un numero di componenti superiore a 4, il risparmio atteso è di 53 euro per l’acqua calda sanitaria e/o ad uso cottura, ma includendo il riscaldamento sarà pari a 111 euro per i residenti nelle zone climatiche A/B, 144 euro per la c, 189 euro per la D, 231 euro per la E e 297 euro per la F.

L’erogazione del bonus avviene attraverso la bolletta del gas per i clienti diretti, suddividendo l’importo al quale si ha diritto in 12 mensilità, successivamente alla presentazione della richiesta. Per i clienti indiretti, tale beneficio sarà erogato attraverso un bonifico domiciliato e in un’unica soluzione. In sostanza, il cliente dovrà recarsi presso un ufficio postale, munito del documento di riconoscimento, potendo così riscuotere lo sconto al quale ha diritto.

La concessione del bonus può essere verificata direttamente in bolletta per i clienti diretti, oppure tramite comunicazione SGAte per i clienti indiretti. Il bonus è riconosciuto per 12 mesi consecutivi, al termine dei quali bisognerà presentare nuovamente la richiesta.

Fino a qui abbiamo indicato le soluzione per ottenere vantaggi sulle tariffe praticate dai gestori. Ma i consumi di gas possono essere abbassati anche con semplici azioni opportune. Per prima cosa, bisognerebbe controllare regolarmente il funzionamento della caldaia, che deve essere oggetto di manutenzione, come previsto dalla legge. Il cattivo funzionamento, infatti, oltre a comportare rischi per la sicurezza, provoca maggiori consumi. Inoltre, la caldaia andrebbe regolata su temperature ragionevoli. Si consiglia di farlo sui 18 gradi. Si pensi che per ogni grado in meno, i consumi diminuiscono del 6%. E se avete una caldaia vecchia e siete disposti a sostituirla, approfittatene per farlo con una a condensazione, che funzionano meglio a temperature più basse e consentono un risparmio in bolletta del 20%.

Oltre che agire specificamente sui consumi di gas, sarebbe opportuno che l’abitazione presentasse caratteristiche tali da renderla più facilmente e velocemente riscaldabile. Risulta essere il caso degli infissi a doppio vetro, che impediscono l’ingresso di spifferi dall’esterno e, pertanto, isolano l’ambiente, velocizzando il riscaldamento.

Si tenga presente che le operazioni per il miglioramento dell’efficienza energetica continuano a godere di generose detrazioni fiscali, pari fino al 2015 al 55% del costo sostenuto, scaricabile in 5 periodi d’imposta.

Un’altra soluzione potrebbe essere quella di combinare il riscaldamento con il gas con quello dei pannelli solari. Questi ultimi sono sempre più efficienti, il loro costo rientra negli interventi oggetto delle detrazioni fiscali, anche se non tutti gli edifici si prestano, come nel caso dei condomini.

Infine, altri consigli su come risparmiare sui consumi di gas sono quelli validi per il riscaldamento in generale, evitare di accendere l’impianto con le finestre aperte e limitarsi al ricambio dell’aria preferibilmente la mattina e per circa un quarto d’ora, non di più. Per un funzionamento più efficiente dell’impianto di riscaldamento si consiglia di fare fuoriuscire l’acqua dai radiatori tutti i giorni prima dell’accensione. Evitare il più possibile di tenere acceso il riscaldamento nelle ore notturne.

Come Risparmiare sulla Ristrutturazione Casa

In questa guida mettiamo a disposizione alcuni consigli su come risparmiare sulla ristrutturazione casa.

La ristrutturazione della propria abitazione è spesso uno dei maggiori costi che un proprietario è costretto a sostenere, tanto da rinviare nel tempo tali lavori. Eppure, esistono pochi e semplici consigli per evitare di sprecare il proprio denaro e cercare di risparmiare il più possibile.

Per prima cosa, fatevi fare diversi preventivi e non fermatevi alla prima ditta che conoscete, magari perché si trova vicino casa o perché il titolare è un vostro conoscente. I preventivi devono essere dettagliati, in modo da evitare fregature, ovvero che chi esegue i lavori si approfitti del linguaggio volutamente tecnico per inserire costi aggiuntivi per cose che sembravano incluse nel prezzo. Appunto per questo, bisogna escludere tendenzialmente i preventivi scritti in maniera poco comprensibile, perché a differenza di quanto si creda, è segno di scarsa professionalità. Chi non vuole farsi capire è perché probabilmente ha qualcosa da nascondere. Questo al netto di certi tecnicismi inevitabili.

Se proprio non avete idea dell’entità dei costi che dovreste sostenere, prima ancora di richiedere uno o più preventivi sarebbe preferibile registrarsi in uno dei siti online, in cui inserirete ia posizione dell’immobile, il tipo di ristrutturazione richiesta e la categoria degli interventi. Vi comparirà un preventivo, basato sul costo per metro quadrato, che non dovrete prendere certamente alla lettera, ma che vi servirà come punto di riferimento da tenere in considerazione alla lettura dei preventivi. Se questi si discostano eccessivamente dal risultato dell’applicazione, fatevi qualche domanda.

Un altro aspetto da tenere in considerazione è che se richiedete modifiche o aggiunte a lavori in corso, quasi certamente ciò comporterà un dispendio maggiore che nel caso in cui inseriate le richieste prima dell’inizio dei lavori. Ecco perché bisogna avere un’idea molto chiara, prima di chiedere un preventivo, cercando di capire nei dettagli di cosa abbiate bisogno e di cosa, invece, possiate fare a meno.

Per cercare di risparmiare, dovreste evitare di affidare ai professionisti tutto il lavoro necessario. Esempio, se intendete abbattere una parete per unire due ambienti, sostituire il pavimento, ridipingere le pareti, magari qualcuno di questi lavori, tipo l’abbattimento di una parete o la pittura delle pareti, potrebbe essere svolto direttamente da voi, tranne che non siano richieste operazioni particolari, per le quali servirebbe effettivamente l’intervento di un esperto.

Un altro modo per cercare di risparmiare consiste nello scegliere personalmente almeno alcuni materiali utili alla ristrutturazione, perché è evidente che il professionista a cui vi affidate non avrebbe grossi incentivi per abbattere tali costi, ma potrebbe al contrario farvi pagare qualcosa in più. Si pensi, per esempio, che recandosi direttamente dal produttore, è possibile scegliere il pavimento della propria abitazione con anche un risparmio fino al 75% del costo che trovereste presso un rivenditore. A volte, vi chiariranno che le mattonelle potrebbero possedere qualche piccolo difetto di fabbricazione, ma nella quasi totalità dei casi si tratta di anomalie impercettibili, una volta che il lavoro viene eseguito, specie se da mani esperte.

Potreste inoltre cercare di risparmiare nei lavori, dando una mano alla ditta che li esegue. Ciò vi consentirà di ottenere due risultati, risparmiare sulla manodopera, perché con il vostro aiuto, il titolare della ditta potrebbe avere bisogno di meno personale per la ristrutturazione e secondariamente vi permette di tenere i lavori sotto controllo, verificando che siano eseguiti bene e con velocità. Questo aspetto è importante, in particolare, qualora il pagamento sia stato concordato in base ai giorni di lavoro, cosa da evitare il più possibile, perché non ci sarebbe modo di sapere se la ditta stia o meno allungando appositamente i tempi di consegna per guadagnare il più possibile. Cercate, quindi, di accordarvi sempre in maniera anticipata. Attenzione, poi, al bonus ristrutturazioni, ossia alle generose detrazioni fiscali, che il legislatore ha previsto negli anni scorsi e che ancora oggi sono in parte vigenti, permettendo al titolare dell’immobile ristrutturato di scaricare dalle imposte fino al 65% del costo sostenuto, spalmando il beneficio in cinque esercizi. L’importante è che la fattura sia intestata al proprietario dell’immobile, che beneficerà dell’incentivo fiscale.

A tale proposito, da citare sono le detrazioni per la messa in efficienza energetica dell’edificio, come la sostituzioni degli infissi vecchi con quelli nuovi a doppio vetro, che non permettono all’aria esterna di entrare nell’abitazione attraverso gli spifferi, con ciò contribuendo a fare risparmiare energia per il riscaldamento dell’ambiente. Questi interventi sono detraibili al 55% e in 5 anni.

In definitiva, prima di ristrutturare l’immobile, fatevi un’idea anche approssimativa del costo massimo che intendete sostenete, verificate online quale potrebbe essere l’onere effettivo e richiedete diversi preventivi, scegliendo quello che vi garantisca il migliore rapporto tra qualità e prezzo. Aggiornatevi sulle novità fiscali, avvalendovi delle detrazioni ammesse, ma cercando di seguire le norme previste per usufruirne. Infine, cercate di limitare il più possibile, volendo, di affidare a altri i lavori che potrebbero essere alla vostra portata.

Come Risparmiare sul Riscaldamento

In questa guida mettiamo a disposizione alcuni consigli utili su come risparmiare sul riscaldamento.

Con l’arrivo dell’inverno, le famiglie italiane sono costrette a affrontare costi spesso molto pesanti per il riscaldamento della propria abitazione. Si pone così l’esigenza di avere una casa confortevole, ma compatibilmente a una bolletta energetica non stratosferica, che la maggioranza delle nostre tasche non sarebbe in grado di sostenere. Vi diamo, quindi, alcuni semplici consigli per evitare gli sprechi, senza rinunciare a un’abitazione riscaldata bene.

Per prima cosa, evitate gli eccessi di calore. In inverno, quando fuori c’è freddo e la temperatura può scendere anche sotto lo zero, dentro è sufficiente tenere il riscaldamento, se autonomo, acceso a non oltre i 20 gradi. Temperature superiori sono inutili, ai fini del risultato, perché creano semplicemente un’eccessiva escursione termica con l’esterno, dannosa per la salute e persino per la bolletta, visto che la lievitazione dei costi è stimata intorno al 7 o 8%. Per queste ragioni, per esempio, si sconsiglia di accendere il riscaldamento durante le ore notturne.

Tenere liberi i radiatori, non coprirli con oggetti o con mobili a incasso. Anche le tende rappresentano una barriera, perché imprigionano il calore e abbassano la capacità di riscaldamento dell’ambiente, con il risultato che siete costretti a aumentare la temperatura o la durata dell’accensione del riscaldamento, facendo aumentare i costi in bolletta.

Quando il riscaldamento è acceso, le finestre devono essere chiuse, altrimenti si crea solo un inutile spreco di energia. Risulta essere vero che l’ambiente deve essere arieggiato ogni giorno, ma sarebbe opportuno farlo di mattina, subito dopo il risveglio, e per un quarto d’ora circa. Di più non serve e abbassa la temperatura interna dell’abitazione, rendendo necessaria un’accensione prolungata del riscaldamento.

Un altro consiglio per risparmiare sul riscaldamento è quello di tenere chiusa la porta delle stanze che non vengono utilizzate, come i ripostigli, in modo da evitare di fare circolare l’aria calda e fredda anche in questi locali.

La distribuzione dell’acqua nei radiatori deve avvenire a una temperatura intorno ai 45 gradi. Qualora dobbiate cambiare l’impianto di riscaldamento, vi consigliamo di optare per una caldaia a condensazione, che vi permette di risparmiare circa il 20% dei consumi ordinari.

La manutenzione della caldaia si rende sempre necessaria. Meglio farla ogni anno, prima dell’arrivo della stagione invernale, al fine di mantenere al massimo dell’efficienza l’impianto, che altrimenti forma calcare e vi fa consumare fino al 30% in più di energia, facendo lievitare la bolletta. Per questo dovreste ricorrere a un professionista, mentre voi potete spurgare l’aria dai radiatori, un’operazione che andrebbe effettuata di frequente per mantenere efficiente il riscaldamento.

Vediamo cosa risulta essere possibile fare se l’impianto è centralizzato. Alcuni consigli sopra riportati restano validi, come quello di evitare di coprire il termosifone con mobili o tende davanti, che limitano la circolazione del calore e sprecano energia. Inoltre, prima di accenderli, ogni giorno dovreste spurgare l’aria, perché ciò rende l’impianto più efficiente.

Ci sono altri aspetti importanti che dovreste tenere in considerazione. Il primo è quello di ricorrere all’installazione dei pannelli solari. L’operazione non è sempre possibile, come nei casi di condomini, mentre lo è per le abitazioni singole o nel caso in cui risultaste i proprietari della terrazza condominiale e otteneste l’autorizzazione all’impianto da parte della maggioranza degli altri condomini. Oltre tutto, tali investimenti sono stati incentivati negli anni recenti dallo stato con detrazioni fiscali molto generose.. Serve una certa superficie, perché dovete tenere presente che mediamente un pannello di un metro quadrato riesce a riscaldare fino a 10 metri quadrati di un locale, per cui se possedete un’abitazione di 100 metri quadrati vi serviranno almeno 10 pannelli da un metro quadrato ciascuno.

Un altro problema che si pone nella maggioranza delle case degli italiani sono gli spifferi. Parliamo dell’ingresso di aria dall’esterno, tramite le fessure impercettibili presenti alle finestre. Il consiglio in questi casi è di sostituire tali finestre con altre in vetro a doppia parete. Il punto è che il costo di questo acquisto potrebbe essere abbastanza elevato per le tasche ordinarie, anche se ne vale la pena, perché isolano l’ambiente e non consente in inverno l’ingresso di aria fredda dall’esterno.

Inoltre, va detto che negli ultimi anni sono stati offerti anche in questo caso incentivi fiscali molto generosi, che hanno consentito al proprietario di abbattere fino al 55% del costo di acquisto di impianti per l’efficientamento energetico delle abitazioni, detraendolo dalle imposte versate al Fisco entro cinque esercizi.

Ciò significa che chi ha speso, per ipotesi, 6000 euro per sostituire le vecchie finestre con altre nuove e a doppio vetro, ha potuto scaricare dall’Irpef 3.300 euro in 5 anni, ovvero 660 euro all’anno. Un risparmio notevole, anche se tali detrazioni sono destinate a essere quanto meno abbassate.

In generale, le spese per il riscaldamento possono essere abbattute con un comportamento responsabile, evitando di eccedere o di sprecare energia con azioni spesso involontarie, ma che impattano negativamente sulla bolletta. Di certo c’è che l’utilizzo dei condizionatori per riscaldare grossi ambienti risulta molto costoso per le tasche, anche perché a differenza di una caldaia, necessitano di un’accensione quasi costante nell’arco della giornata.

Seguendo i consigli proposti in questa guida è possibile risparmiare sul riscaldamento in modo semplice.

Come Risparmiare Energia Elettrica

Risparmiare energia elettrica in casa è sempre un fatto positivo per la bolletta. Vi spieghiamo brevemente cosa è possibile fare per evitare gli sprechi energetici con piccoli accorgimenti.

Per prima cosa, sappiate che gli italiani acquistano ogni anno oltre 12 milioni di lampadine. In molti casi, però, si tratta di potenziali sprechi, che potrebbero essere evitati sostituendo le lampadine a incandescenza con quelle a fluorescenza. A parità di watt, consumano di meno e durano di più. Risulta essere vero che costano di più, ma il maggiore prezzo di acquisto lo si ammortizza nel tempo e il risparmio si noterà in bolletta. Se sostituire tutte in una volta le lampadine di casa potrebbe risultare oneroso, allora si potrebbe prendere in considerazione di cambiarle poco alla volta, quando si fulminano.

Un altro aspetto non meno importante per risparmiare consiste nel comprare solamente elettrodomestici di classe energetica elevata, meglio se da AA+ in poi. Come per le lampadine, vale lo stesso discorso anche in questo caso, ovvero il costo di acquisto è più alto, ma i rendimenti sono maggiori. Consumano di meno e durano di più.

A tale proposito, si consiglia di azionare la lavatrice solo a pieno carico, in molto da evitare di utilizzarla per piccoli lavaggi, ma che di fatto consumano molta acqua e energia. Evitare, inoltre, di impostare il più possibile il lavaggio su alte temperature, perché nella grande maggioranza dei casi non serve a molto, essendo sufficienti lavaggi anche a 30 o 40 gradi. Se si ha anche la possibilità di impostare la durata, evitare di utilizzare lavaggi lunghi, specie se la lavatrice non sta lavorando a pieno carico. Anche trenta minuti potrebbero bastare.

Un ragionamento simile può essere applicato alla lavastoviglie. Anzitutto, se non si hanno molte stoviglie da lavare, sarebbe preferibile farlo a mano. L’utilizzo dovrebbe comunque avvenire a pieno carico o quasi.

Per quanto riguarda i frigoriferi e i congelatori, il consumo medio di un elettrodomestico è di circa 0.25 Kwh.
Il consiglio è quello di posizionarli nel punto meno caldo della cucina, lasciando uno spazio libero di almeno dieci centimetri intorno, in modo da permettere l’areazione.
Per limitare i consumi, è consigliabile impostare temperature intermedie e aprire la porta del frigorifero solo quando è necessario.
Molto importante è anche sbrinare il frigo e il congelatore quando lo strato di brina supera i cinque mm, questo tipo di operazione permette di aumentare la durata dell’elettrodomestico e risparmiare energia elettrica.

Meno importante è il consumo di elettrodomestici come televisori e decorder, mediamente di circa 0.2 KWh.
In questo caso è importante ricordare di spegnere i dispositivi utilizzando l’interruttore, evitando l’utilizzo della funzionalità stand by.
Spegnendo tutti i dispositivi, invece che utilizzare lo stand by, permette di risparmiare decine di euro in bolletta ogni anno.

Risulta essere molto sconsigliato l’uso di faretti, che consumano molto, anche se offrono un fascio di luce abbastanza concentrato. Inoltre, sono anche scomodi da sostituire.

Può sembrare una cosa ovvia, ma una delle maggiori fonti di spreco sta nel lasciare la luce accesa quando la stanza è vuota. Si stima che ogni anno gli italiani spendano in bolletta qualcosa come 750 milioni di euro in più di quanto dovrebbero, a causa di sprechi come questi. Nelle stanze meno vissute, come la lavanderia, potrebbe risultare utile l’utilizzo di un interruttore a tempo, che spegne automaticamente la luce dopo un certo periodo. In questo modo, nei casi di dimenticanza, eviterete uno spreco di energia.

Bisogna anche considerare che le lampadine più grosse consumano in proporzione meno di quelle più piccole. Esempio, una lampadina da 100 watt consuma meno di 2 lampadine da 60 watt. Questo ci suggerisce che nelle camere più grandi sarebbe opportuno utilizzare lampadine più grosse, invece che più lampadine, ma più piccole. Consumerete complessivamente meno.

In generale, poi, bisogna evitare di sovraccaricare l’impianto di illuminazione. Si corrono due rischi, il primo è che vada in corto circuito, anche se i moderni sistemi sono dotati di sistemi che bloccano la corrente non appena dovesse verificarsi un evento del genere. Il secondo rischio è che si disperda calore, specie se l’impianto è vecchio o i fili della conduzione sono sottili. Potrebbe essere utile fare un controllo per verificare di non essere in una situazione di questo tipo. Basta leggere il contatore, quando tutti gli elettrodomestici sono spenti e controllare che non giri velocemente. Se lo fa, significa che sta consumando senza una spiegazione plausibile troppa energia. A quel punto, sarebbe opportuno fare vedere l’impianto da un tecnico e magari sostituirlo. Il costo dell’intervento sarebbe risparmiato negli anni.

Un altro modo per contenere i consumi consiste nell’intervenire con azioni per aumentare l’efficienza energetica, peraltro, negli ultimi anni incentivate a livello fiscale, grazie a detrazioni molto generose, che hanno permesso al contribuente di detrarre dalle imposte il 55% del costo sostenuto. Tra queste, vi è il ricorso a infissi con doppio vetro, che hanno il pregio di isolare termicamente l’abitazione, per cui in inverno non fanno entrare freddo dall’esterno, così come in estate impediscono che da fuori entri il caldo. Queste piccole azioni, anche se apparentemente costose, consentono alla casa di consumare molta meno energia di quanto non ne avrebbe bisogno altrimenti per riscaldarsi o per tenere relativamente fresco l’ambiente.

Non ultima, la questione dell’uso dei condizionatori d’aria. Risulta essere sempre sconsigliato azionarli a temperature di gran lunghe differenti dall’ambiente esterno, anche per un fatto di salute. Pertanto, in estate sarebbe più che sufficiente una temperatura sui 24 o 25 gradi, in inverno non superiore a 21 o 22 gradi. Forti escursioni termiche risultano inutili e ai fini del discorso che stiamo facendo, consumano eccessiva energia inutilmente. Al nostro corpo basterà una temperatura leggermente più alta di quella esterna in inverno e leggermente più bassa in estate per stare meglio. Ovviamente si sconsiglia di riscaldare o raffreddare ambienti della casa poco vissuti con il condizionatore, basta limitarsi alle camere più utilizzate.

Risparmiare energia elettrica in casa è quindi possibile seguendo i consigli messi a disposizione.

Come Risparmiare Acqua in Casa

In questa guida spieghiamo come risparmiare acqua in casa in modo semplice e veloce.

L’acqua è un bene prezioso, ma è forse uno dei più sprecati al mondo, segno che molti individui non ne comprendano appieno il suo valore. Forse non sapevate, per esempio, che noi italiani siamo i maggiori consumatori domestici di acqua procapite al mondo, dopo gli USA. Dati, che dimostrano le cattive abitudini di molte famiglie nel nostro paese.

Ecco, quindi, una guida pratica, su come risparmiare acqua presso la propria abitazione. Un modo per contribuire a non sprecare un bene così importante per l’umanità, ma anche di risparmiare qualche soldo in bolletta.

Per prima cosa, accertatevi che i rubinetti e le tubature non perdano. Il gocciolio costante di una fontana può farci sprecare fino a 20 litri al giorno, ossia circa 7300 litri all’anno. Per verificare se le tubature perdono potrebbe essere utilizzato un facile espediente. Controllare il contatore dell’acqua prima di andare a dormire. Qualora non sia utilizzata acqua nel corso della notte, verificare sempre sul contatore quale sia la lettura della mattina seguente. Se risulterà aumentata, è chiaro che c’è una perdita. A questo punto, vi consigliamo di chiamare un idraulico e di procedere periodicamente alla manutenzione dell’impianto idrico.

Utilizzare il WC per l’uso per il quale è nato. Evitiamo di renderlo una pattumiera, magari per buttarci qualche fazzoletto o il mozzicone di sigaretta. Il getto d’acqua necessario per risciacquare il WC dopo i nostri bisogni fisiologici deve essere dosato. Oggi esistono cassette da 5 litri, che possono essere azionate quando basta poca acqua per pulire il water. Inutile l’utilizzo di una cassetta da 10 o più litri, per esempio, quando ne occorre magari la metà. Se abbiamo una cassetta grande, possiamo regolare il consumo con l’inserimento nel serbatoio di una bottiglia di plastica e piena di acqua con un sassolino al suo interno. Ciò limiterà lo sciacquone automaticamente, erogando minore acqua.

Preferiamo la doccia al bagno. Il riempimento di una vasca richiede molta più acqua di quanto ne serva per farsi una doccia. Pertanto, cerchiamo di limitare l’uso del bagno al minimo possibile, così come evitiamo di tenere il getto d’acqua attivo, quando ci insaponiamo sotto la doccia o ci facciamo lo shampoo. Ogni minuto si sprecherebbero dai 5 ai 10 litri di acqua. Non ultimo, fare docce brevi. Sostare a lungo sotto la doccia non è sinonimo di maggiore pulizia, ma certamente lo è di spreco.

Bisognerebbe anche installare i rubinetti areati, come anche per la doccia, che mescolano aria con acqua, potenziando il getto, ma riducendo il consumo di acqua.  L’uso dei miscelatori d’aria nei rubinetti e nelle docce permette infatti di ridurre il consumo d’acqua senza bisogno di modificare le proprie abitudini. Si tratta di un’aggiunta al proprio rubinetto che permette di miscelare l’acqua in uscita con l’aria. Chi utilizza il getto d’acqua non nota nessuna differenza ma il consumo di acqua è molto inferiore, si può arrivare anche alla metà.

Evitare di lasciare il rubinetto aperto quando ci si lava i denti o ci si fa la barba. In questo caso, bisognerebbe evitare di aprire il rubinetto ogni volta che dobbiamo passare il rasoio sotto l’acqua per sciacquarlo, dovendosi preferire il riempimento di una bacinella, nella quale sciacqueremo il rasoio all’occorrenza.

Anche per lavarsi le mani è inutile tenere sempre aperta l’acqua. Il consiglio è quello di aprire il rubinetto una prima volta per bagnare le mani e il sapone, poi richiuderlo. Dopo che le mani sono state insaponate, per circa due minuti, è possibile riaprire l’acqua per risciacquarle.

In generale, il risparmio anche energetico può derivare anche dall’acquisto di elettrodomestici di classe alta, preferibilmente AA++. Il problema per molte famiglie è che il loro costo di acquisto è più elevato di quello di elettrodomestici di classe inferiore, ma con il tempo ne vale la pena. Infatti, ciò che spendiamo di più all’inizio è meno di quanto consumeremo nell’arco della vita dell’elettrodomestico, in termini di energia e di acqua.

A tale proposito, si consiglia di utilizzare la lavatrice e la lavastoviglie solo a pieno carico e durante le ore serali. Quando si hanno poche stoviglie da lavare, sarebbe preferibile farlo a mano. Anche in questo caso si possono utilizzare alcuni accorgimenti per evitare gli sprechi, come quello di non lavare ogni piatto o bicchiere o posata uno a uno sotto l’acqua corrente, ma di riempire il lavello, in modo da risparmiare il consumo di acqua e di ottenere ugualmente stoviglie pulite.

Quanto alla lavatrice, se avete la possibilità di regolare la durata del lavaggio, evitate di puntare su tempi lunghi. Spesso è sufficiente anche solo trenta minuti, così come non serve impostare su temperature alte, che hanno il solo effetto di aumentare il consumo di energia.

Quando lavate la verdura, non fatelo sotto il rubinetto aperto, ma riempite una ciotola o il lavabo e metteteci dentro bicarbonato, una soluzione ottimale per la pulizia e l’eliminazione dei germi.

In estate, quando il palato richiede acqua più fresca, sarebbe opportuno riempire una bottiglia e metterla in frigo. Tale soluzione sarà preferibile a quella di fare scorrere per svariati secondi il rubinetto, prima di riempire il bicchiere, per avere acqua fresca.

Infine, quando le tubature si trovano all’esterno e sono esposte alla luce del sole, l’acqua arriva già semi calda al rubinetto e questo consentirebbe spesso di risparmiare i consumi. Tuttavia, ciò potrebbe comportare anche problemi, perché nel tentativo di ottenere acqua fresca, si pensi al periodo estivo, si potrebbe impiegare più tempo nel fare scorrere l’acqua, prima di riceverla alla temperatura desiderata, aumentando così i consumi.

Per chi ha un giardino, è importante sapere che le canne dell’acqua collegate al rubinetto erogano circa nove litri al minuti.
Per inaffiare le piante o il prato, non è necessario utilizzare l’acqua potabile.
Il consiglio è quello di creare delle riserve di acqua piovana, da utilizzare per attività come innaffiare le piante.
Non solo, è anche possibile riutilizzare acqua, come quella per la cottura della pasta, che solitamente viene buttata.

Risparmiare acqua in casa è possibile, il consiglio è quello di seguire i suggerimenti che abbiamo proposto in questa guida che risultano essere molto semplici.