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Come Risparmiare sulle Spedizioni

In questa guida mettiamo a disposizione alcuni consigli su risparmiare sulle spedizioni.

I costi di spedizione possono rappresentare il vero discrimine tra un acquisto e l’altro. Con la diffusione delle vendite online, è cresciuta anche la concorrenza tra i vari corrieri per accaparrarsi una fetta del mercato crescente delle spedizioni. Ciò ha dato origine negli ultimi anni a un calo dei costi.

Secondo un sondaggio, il 43% degli utenti online che intende effettuare un acquisto abbandona il carrello, quando verifica che i costi di spedizione sono troppo alti. Il 60% di chi fa acquisti online pensa, poi, che le spese di spedizione siano un elemento fondamentale per la valutazione dell’acquisto. I tre quarti degli intervistati sceglie un negozio online che offre la spedizione gratuita, mentre il 90% ammette che la spedizione gratuita lo stimola a spendere di più per i prodotti. Infine, il 72% degli acquirenti cerca un altro negozio online, quando quello di fiducia non effettua le spedizioni gratuite.

La spedizione gratuita può essere offerta per gli utenti iscritti a un programma online, quelli premium, o iscritti più semplicemente a un sito. In certi casi, però, potrebbe essere richiesta il pagamento di una somma di denaro annuale. Alcuni negozi fanno leva anche sulla spedizione gratuita temporanea, magari in alcuni periodi dell’anno, in modo da attirare clienti e incrementare più o meno stabilmente le proprie quote di mercato. Possono essere molte le situazioni, per le quali l’acquirente non paga le spese di spedizione, come nel caso di diversi acquisti realizzati nel tempo con lo stesso negozio, o ancora quando si effettuano acquisti di un certo valore, superiori a una determinata soglia.

Di recente è comparso PackLink.it, una piattaforma creata in Spagna, che consente all’utente di comparare immediatamente i diversi prezzi effettuati dai vari corrieri. La promessa è di fargli risparmiare il 70%. Il sito ha avuto un successo così grande, che già al suo primo anno di attività ha registrato 100000 spedizioni, ricevendo diversi riconoscimenti. In sostanza, funziona così, l’utente inserisce i propri dati, le dimensioni del pacco e ottiene una serie di risultati sui prezzi offerti dai diversi corrieri, scegliendo chiaramente quello più economico. Grazie a accordi stretti con la società, il corriere gli spedirà il pacco con un risparmio di costi del 70% e di tempo del 50%.

Ma, attenzione, non esiste solo la piattaforma indicata in precedenza, perché un’ottima è anche IoSpedisco.it. Il sito risponde all’esigenza dell’utente di spedire un pacco al costo più basso possibile verso l’Italia o l’estero. In pratica, deve inserire il luogo della spedizione, il contenuto del pacco, le sue dimensioni, il peso e alla fine dovrà semplicemente cliccare per ottenere la soluzione più idonea al suo caso. Le tariffe sono aggiornate in tempo reale, in modo da evitare novità sgradite. Il sito si sta arricchendo di un numero maggiore di corrieri, mirando a mettere questi in relazione con la clientela. Dispone anche di una lista di dodici consigli da seguire per effettuare una perfetta spedizione.

Simile è il servizio di Tuttospedizioni.it, che fornisce venti risultati, inserendo alcune semplici informazioni, quali il luogo della spedizione e quello di destinazione del pacco, il numero dei colli, il loro peso, l’altezza, la larghezza, la profondità. Le soluzioni trovate riguardano l’indicazione del marchio del corriere, il servizio proposto, la data prevista per il ritiro, i giorni stimati per la spedizione, i dettagli relativi al servizio e il prezzo. I risultati sono ordinati per prezzo, corriere o tempo di spedizione. Una volta selezionata l’offerta desiderata, la spedizione può essere ordinata direttamente e in pochi secondi l’utente riceverà un’email con la lettera di vettura da attaccare al pacco. Il corriere arriverà al domicilio e alla data prevista dal servizio prescelto.

Abbastanza conveniente appare anche Spediamo.it, che garantisce prezzi più interessanti di quelli offerti da Poste Italiane. Il pacco celere 3, per esempio, impiega tre giorni per arrivare a destinazione con le poste e costa 9,90 euro, mentre con questo servizio richiede due giorni e costa 6,69 euro. Una raccomandata di 1kg di peso con Poste Italiane impiega quattro o cinque giorni per arrivare, costando 9,85 euro, mentre con Spediamo.it ci vogliono due giorni e sempre 6,69 euro. Il servizio offre contrassegno con 2,48 euro + IVA, assicurata e il ritiro a domicilio gratuito, consegna al piano, anche di sabato. Se, poi, vi registrate al sito, attraverso il banner, avrete anche diritto a uno sconto del 15%.

In sostanza, il consiglio generale è di comparare tra diversi corrieri e non fermarsi alla prima offerta trovata. Non confidate eccessivamente su un unico negozio online, ma cambiate, se qualcun altro offre soluzioni più allettanti, magari spedendovi la merce gratuitamente.

Risparmiare sulle spedizioni risulta essere quindi possibile.

Come Risparmiare dal Notaio

Quando si conclude un negozio, la parcella del notaio tende a assorbire una percentuale finanche rilevante della spesa complessiva, per cui sarebbe essenziale risparmiare il più possibile su questi costi. Il primo consiglio che vi diamo è di farsi un giro tra vari notai e richiedere a ciascuno un preventivo dettagliato, in modo da scegliere quello più economico. Ma limitatevi a quattro o cinque preventivi, in modo da escludere quelli meno vantaggiosi, mentre cercate sempre di chiarire al notaio quali siano le vostre esigenze concrete, in modo che questi potrà consigliarvi la via più economica e pratica.

Altro aspetto da non sottovalutare è che generalmente costa di meno fare riferimento allo stesso notaio sia per il contratto del mutuo che per il rogito notarile, invece che sceglierne uno per ogni atto. Potrebbe sembrare quasi banale dirlo, ma anche il dispendio di tempo per la conclusione di una pratica non gioca in favore del nostro risparmio. Infatti, più impieghiamo per arrivare alla conclusione di un atto, maggiore tenderà a essere il costo della parcella del notaio, perché evidentemente questi dovrà seguirci per un tempo più lungo e pretenderà di essere adeguatamente compensato per ciò.

Informatevi su quali possano essere gli atti che voi stessi potete compiere, senza la necessità di avvalervi del notaio. Un esempio, la ricerca di una copia planimetrica o un’ispezione catastale possono essere realizzate da soli, anche se vanno considerati i costi delle imposte di bollo da versare ugualmente, così come anche il dispendio di tempo e le fila agli uffici per entrare in possesso della documentazione desiderata. In ogni caso, se possibile, ciò sgraverà parte della parcella, dato che le azioni compiute dal notaio risultano minori.

Un altro modo per cercare di minimizzare i costi si ha quando tutti i proprietari di immobili dello stesso edificio si rivolgono allo stesso notaio, per esempio, per l’acquisto o altra operazione. La parcella tenderà a essere più bassa, perché parte del lavoro viene risparmiato dal notaio, il quale con una sola richiesta potrà ottenere tutta la documentazione necessaria nei vari uffici, mentre se ci si rivolgesse a più studi, il lavoro ne risulterebbe moltiplicato e con esso i costi.

Attenzione, infine, a richiedere esplicitamente il 30% di sconto, che oggi è possibile grazie al decreto del 2006, che ha abolito le imposte sulle visure catastali e tagliato i costi sulle visure ipotecarie. Infatti, se non lo si richiede, non si ha diritto all’abbattimento .

Come Risparmiare sul Mutuo

In questa guida mettiamo a disposizione alcuni consigli utili su come risparmiare sul mutuo.

Il mutuo rappresenta un impegno a lungo termine, perché la sua durata arriva fino a 30 anni e non è mai più bassa di 5 anni. Inoltre, le somme prese a prestito dalle famiglie sono relativamente alte, dovendo finanziare, in genere, l’acquisto di una casa, per cui la rata periodica incide spesso anche pesantemente sul reddito complessivo. Di conseguenza, è importante scegliere il mutuo più conveniente. Vi suggeriamo adesso alcune dritte per cercare di risparmiare.

Per prima cosa, richiedete quanti più preventivi possibili e da parte di banche e società finanziarie differenti. Mai fermarsi alla banca sotto casa o a quella di cui si è già clienti, magari perché si detiene presso di essa un conto corrente o deposito, ma bisogna farsi un ampio giro tra le varie filiali presenti sul nostro territorio. Anzi, a dire il vero, non è più nemmeno obbligatorio muoversi da casa per farsi un’idea abbastanza precisa sui costi di un mutuo, grazie al fatto che ormai tutti gli istituti di credito hanno un sito online, consultabile da tutti direttamente. Inoltre, esistono anche numerosi comparatori, ossia siti che ti chiedono di inserire solamente alcuni dati, quali la somma richiesta, la professione, la città di residenza, la durata del finanziamento, inseriti i quali, ordina dalle meno alle più costose le soluzioni trovate.

In questo modo, anche chi è poco avvezzo a internet ha la possibilità di farsi un’idea dell’istituto o del tipo di mutuo maggiormente adatto alle proprie esigenze. Successivamente, si può optare per la richiesta presso la filiale fisica, oppure, se possibile, a quella online, inviando contestualmente tutta la documentazione richiesta.

Detto questo, il passo successivo riguarda la scelta tra mutuo a tasso fisso o mutuo a tasso variabile. Nessuna opzione è preferibile, perché riguarda dal momento in cui effettuiamo la decisione, nonché dalla tendenza del mercato a breve e medio termine.

Per capire il concetto, bisogna considerare che il costo della rata di un mutuo a tasso variabile dipende dall’Euribor, il quale varia sulla base delle forze del mercato. Durante una fase calante dei tassi, quindi, la rata di un mutuo a tasso variabile sarà più leggera, mentre salirà con il loro aumento. Un mutuo a tasso fisso, invece, presenta un costo maggiore di quello di un mutuo a tasso variabile nelle fasi, in cui i tassi di mercato sono bassi, inferiore, quando i tassi di mercato sono alti.

La decisione, però, deve basarsi sull’intera durata dell’ammortamento, non limitandosi a guardare al costo delle prime rate. Poiché gli interessi incidono maggiormente sulle rate nella prima parte dell’ammortamento, bisognerebbe cercare di minimizzare il costo dei primi anni dalla data di contrazione del mutuo, per cui bisognerà optare per la soluzione che assicuri in questo periodo il costo più basso. Ciò significa che sarà tendenzialmente più conveniente la soluzione a tasso variabile, quando si prevede che i tassi siano bassi non solo nella fase attuale, ma ragionevolmente anche per qualche anno ancora. Viceversa, converrà contrarre un mutuo a tasso fisso, qualora i tassi di mercato siano presumibilmente destinati a restare relativamente elevati nel breve e medio termine. In genere, i tassi sono bassi nelle fasi di crisi dell’economia, mentre salgono in quelle di crescita.

Altro aspetto da tenere in considerazione è che il tasso non è l’unico costo di un mutuo o di altro finanziamento. Restano da sostenere, infatti, gli oneri legati all’assicurazione, all’istruttoria, alla perizia tecnica dell’immobile, notarili, di invio della rata a domicilio.

Pertanto, non bisogna fermarsi a verificare il solo tasso offerto, bensì all’insieme dei costi, ovvero a quello che viene indicato con l’espressione Tasso Annuo Effettivo Globale o TAEG, sempre più alto del Tasso Annuo Netto o TAN.

Spesso, a fronte di un TAN apparentemente competitivo, si scopre che il TAEG, ovvero il costo da sostenere effettivamente per un mutuo sia poco conveniente, per cui sarebbe meglio cercare oltre. Le banche tendono ad accorpare tutti gli altri costi in una voce sola, che si aggira mediamente sui 200 o 300 euro, ad esclusione delle spese assicurative, la cui incidenza è in percentuale della somma garantita.

Vediamo cosa succede se si è già contratto un mutuo, ma si scopre che esistono soluzioni migliori sul mercato o con il passare degli anni, le condizioni sono molto migliorate sul fronte tassi, per cui sarebbe possibile pagare una rata molto più leggera. Non bisogna disperare, perché è sempre possibile chiedere la surroga di un mutuo, ossia chiedere a un’altra banca di accollarsi il mutuo proprio, liquidando l’istituto creditore e dando vita a un nuovo contratto, evidentemente dalle condizioni migliori.

Esistono, infine, altri modi per minimizzare il costo del mutuo. Una può essere fornendo alla banca solide garanzie reddituali, patrimoniali e personali, ricorrendo magari all’ipoteca su un altro immobile di proprietà o alla fideiussione di una persona a noi vicina.

Per concludere, vi consigliamo di prestare attenzione ai mutui online, perché in molti casi si presentano più vantaggiosi, in quanto non contemplano i costi tipici di un finanziamento erogato da una banca fisica.

Come Risparmiare sul Conto Corrente

In questa guida mettiamo a disposizione alcuni consigli utili su come risparmiare sul conto corrente.

Il conto corrente in Italia può essere abbastanza oneroso, anche se va riconosciuto che negli ultimi anni la situazione è molto cambiata in favore del cliente, grazie all’accresciuta concorrenza all’interno del sistema bancario, oltre che all’apertura del mercato italiano a quello europeo, con annessa disciplina. Ha giocato un ruolo importante anche lo sviluppo di Internet, che consente ai risparmiatori di verificare in pochi attimi e con pochi click il conto corrente e la banca più convenienti, senza nemmeno spostarsi da casa.

Il primo consiglio che ci permettiamo di suggerirvi è di non utilizzare il conto corrente come uno strumento di gestione del risparmio, perché non è nato per questo scopo. Su di esso, infatti, dovremmo limitarci a lasciare solo le somme minime necessarie, spostando altrove la nostra liquidità. Il conto corrente non fornisce, in sostanza, un interesse, per cui alla fine dell’anno, specie se le somme depositate su di esso sono medio basse, ci ritroviamo a avere un saldo netto inferiore a quello iniziale, senza tenere in considerazione i nuovi accrediti. Questo è dovuto al fatto che le banche offrono un servizio, che come qualsiasi altro va remunerato. Vero è che le somme da noi incanalate sul conto corrente sono usufruite dall’istituto per le sue esigenze ordinarie, ma in assenza di vincolo a carico del titolare, la banca non può investirle, rischiando altrimenti di subire contraccolpi di liquidità alla prima richiesta o chiusura del conto da parte del titolare.

La conseguenza è che sul conto corrente dovremmo pagare un canone mensile, in genere, di qual che euro, ma in casi non rari anche più alto. Se aggiungiamo, poi, che lo stato richiede il pagamento dell’imposta di bollo sulle giacenze medie annue superiori a 5000 euro, si ha che un conto corrente potrebbe costarci anche 70 o 80 euro all’anno. Su una giacenza media di 10000 euro, fa lo 0,7-0,8%, soldi che noi perdiamo in favore di banche e fisco.

Ecco, quindi, che oltre alla liquidità minima necessaria per le nostre esigenze ordinarie, dovremmo spostare su un conto deposito o altro strumento finanziario il nostro denaro, in modo da ricavare almeno un rendimento minimo che il conto corrente non ci offrirebbe e magari tenere la giacenza al di sotto della somma minima legale, oltre la quale scatterebbe l’imposizione del bollo da 34,20 euro all’anno.

Detto ciò, controlla online tutti i migliori conti che si possono aprire, magari facendo attenzione sia alle promozioni, che le banche effettuano con frequenza per attirare clienti, sia alle caratteristiche richieste per abbassare o annullare i costi di gestione. Esempio, diversi istituti abbassano l’importo del canone mensile applicato sul conto corrente ad ogni accredito effettuato, compreso quello dello stipendio o della pensione. Dunque, se sei un lavoratore, potresti approfittarne per incanalarvi lo stipendio e ottenere così uno sconto. In casi per nulla rari, la banca si carica anche parzialmente o del tutto dell’onere dell’imposta di bollo, che rappresenta un aggravio abbastanza sentito per i conti con giacenze medio-basse.

Evita di aprire un conto corrente, che magari ha commissioni particolarmente elevate sulle commissioni legate a determinati servizi offerti. Ciò suggerisce, infatti, che quel conto non è il tipo adatto al tuo profilo. Esempio, se la banca ti offre costi apparentemente contenuti, ma ti accorgi che fare con esso un bonifico è più costoso rispetto a altri conti corrente, chiediti semplicemente quante probabilità hai di dovere effettuare uno o più bonifici nell’arco del tempo. Se la frequenza fosse elevata, quel conto non si adatta alle tue esigenze, mentre sarebbe indifferente se il bonifico rappresentasse solo una rara eventualità nel tuo caso.

Controlla sempre tutte le condizioni contrattuali riportate nel contratto prima di firmare, anche se è consuetudine apporre la propria firma in calce a ogni pagina, senza averne letto con cura almeno le clausole salienti. Inoltre, evita il più possibile di farti inviare l’estratto conto trimestrale al tuo domicilio, perché il cartaceo presenta costi, che possono essere annullati del tutto con il monitoraggio online, dato che oggi ogni conto corrente consente al titolare di controllare da internet il saldo e di effettuare tutte le operazioni di base.

Preleva sempre con il bancomat presso gli ATM appartenenti al medesimo circuito bancario, altrimenti si paga spesso inutilmente un costo evitabile.

Fatti domiciliare le bollette, perché il servizio viene offerto quasi sempre gratuitamente e almeno sfrutti il conto corrente per evitare gli spostamenti e i pagamenti con bollettino postale, che comporta pur sempre un costo.

Se il conto prevede un tetto massimo di operazioni gratuite nell’anno o in determinato periodo di esso, cerca di non sforarle e di distribuire i tuoi movimenti in maniera ottimale.

Evita il più possibile di andare in rosso con il conto corrente, perché sullo scoperto la banca impone interessi generalmente elevati, che ti scaleranno il saldo al primo accredito. Infine, se puoi, non utilizzare per i tuoi pagamenti la carta di credito, le cui commissioni sono più alte di quelle connesse all’uso del bancomat. Questo è gratuito, mentre la prima prevede interessi in favore della banca, a causa del differimento degli addebiti, rispetto ai pagamenti.

Come Risparmiare sul Passaggio di Proprietà – Guida

In questa guida mettiamo a disposizione alcuni consigli utili su come risparmiare sul passaggio di proprietà.

In Italia la burocrazia impera ovunque, lo sappiamo. In certi casi, poi, essa è persino eccessivamente ingombrante e onerosa, come per le compravendite di automobili usate. Una delle ragioni per le quali questo mercato resta nel nostro paese al di sotto del suo potenziale è dato, infatti, dal costo del passaggio di proprietà, che a volte arriva a incidere per una percentuale altissima del prezzo di acquisto del veicolo o, addirittura, per i casi di vetture più vecchie, lo supera. Risulta essere evidente che, stando così le cose, molti automobilisti preferiscano rinviare il più possibile l’acquisto di un’auto usata o alla fine si convincano che sia più conveniente acquistare direttamente un’auto nuova, il cui prezzo sarà certamente più elevata, ma sul quale il peso del passaggio di proprietà diventa relativamente molto più basso.

I costi lievitano ancora di più se si decide di affidarsi a un’agenzia, ma va detto che esistono alternative interessanti per cercare di risparmiare il più possibile su un onere, che in ogni caso dovrà essere sostenuto e dal quale non si scappa.

Per prima cosa, ecco quali sono i documenti di cui munirsi per effettuare il passaggio, Certificato di Proprietà, la Carta di circolazione originale e una sua fotocopia, il documento di identità in corso di validità e il codice fiscale dell’acquirente, il documento di identità valido del venditore, il modulo TT129, che serve per la richiesta di aggiornamento della carta di circolazione e che può essere reperito gratuitamente presso gli sportelli telematici dell’automobilista, dislocati su tutto il territorio nazionale.

Sul certificato di proprietà deve essere presente la firma autenticata del venditore e il documento deve contenere una dichiarazione unilaterale di vendita o l’atto di vendita tra le parti, oltre che una marca da bollo da 16 euro e un documento di identità. Se non si possiede il certificato di proprietà, bisogna farne richiesta all’ACI per la registrazione e successivamente alla Motorizzazione civile per l’aggiornamento della Carta di circolazione. Questa sarà presente nei capoluoghi di provincia.

Esistono due possibilità per effettuare il passaggio. La prima consiste nel recarsi presso il Comune per fare l’autentica di firma degli atti di vendita, dopo l’acquirente ha anche l’obbligo di presentare al PRA l’atto e di fare il passaggio di proprietà. La seconda via è più diretta e veloce, sia l’acquirente che il venditore si recano al PRA per fare contemporaneamente l’autentica e il passaggio di proprietà.

Il costo medio per tale operazione, relativamente a un’auto di 30Kw, si aggira sui 250 euro, in quanto sono previsti gli emolumenti in favore dell’ACI per 20,92 euro, l’imposta di bollo da 30 euro per la registrazione al PRA, se si usa il Certificato di proprietà, di 44 euro se si usa un modello; i diritti dovuti in favore della Motorizzazione Civile e pari a 9 euro, una marca da bollo da 16 euro.

A questi oneri si aggiungono 80 euro per i costi fissi più l’Imposta Provinciale di Trascrizione, variabile a seconda dei cavalli fiscali del veicolo acquistato, oltre che della provincia di residenza dell’acquirente. In genere, per i veicoli di potenza inferiore ai 53 Kw, l’Imposta provinciale di trascrizione è dovuta in misura fissa, mentre al di sopra di tale potenza, si pagheranno 3,5119 euro per ogni Kw in più.

Quanto scritto sopra vale se si fa da soli. Se, invece, ci si affida a una delle numerose agenzie per le pratiche auto, bisognerà sommare mediamente altri 100 euro. Va detto che molti italiani vi ricorrono non per pigrizia, ma perché queste svolgono di solito un servizio accurato, veloce, sgravandoci da incombenze burocratiche, che come abbiamo potuto capire, possono essere complesse.

Il consiglio, forse troppo banale, ma efficace, è di non acquistare veicoli con motore di elevata potenza, se ciò non è di stretta utilità. Infatti, bisogna tenere a mente che oltre a pagare un costo maggiore per effettuare il passaggio di proprietà, dovremmo affrontare ogni anno anche un onere superiore per il pagamento dell’imposta di bollo, anche questa legata ai cavalli fiscali e che ultimamente è stata resa progressiva, nel senso che al di sopra di un certo numero di Kw si paga in misura superiore. Parliamo, in particolare, delle cosiddette auto di lusso, di grossa cilindrata. Al contrario, gli eco incentivi hanno abbattuto in vari modi, negli ultimi anni, l’imposta di bollo per i veicoli meno inquinanti, ma che di solito sono quelli nuovi, raramente quelli usati.

Se il passaggio di proprietà riguarda i ciclomotori, i costi saranno pari a circa cinquanta euro, sempre che non ci si affidi a un’agenzia, in questo caso potrebbero raddoppiare a circa cento. Essi comprendono l’imposta di bollo di 32 euro per l’immatricolazione al PRA, 48 euro, se si utilizza il modello NP-3B, 9 euro per i diritti DTT; l’imposta di bollo di 16 euro per la carta di circolazione.